IN MOSTRA

INCENSO in mostra sia per “Il carattere dell’artigiano” 1/2 luglio 2017 in occasione della Fiera Antiquaria di Arezzo sia per “Zero, it was nothing” “Mercantia”12/16 luglio 2017  a Certaldo

Tripudio di fiori opalescenti, bruniti e melanzana,
tronchetti di legno,
foglie di rame,
su nascosti bracciali piccole infiorescenze perlacee,
guizzi di piccoli tralci fucsia.

La scommessa con me stessa di realizzare con un materiale freddo una creazione calda e carica di pathos; interamente fatta di materiale di scarto.

Cornice, ghirlanda, quadro, insieme di ricordi e sensazioni.

I fiori di carta,
gli stucchi, le decorazioni barocche,
i vetri iridescenti,
il senso di precarietà e di decomposizione di certe ricche e fastose decorazioni sacre,
piccole teche casalinghe con Gesù bambino in cera,
l’opulenza che toglie aria,
le chiese buie e calde, le statue messicane, le teche peruviane,
una certa oreficeria,
la ricchezza fastosa che sta morendo,
l’odore di incenso da un vecchio mobile di mia nonna…

I GIOIELLI GIOIOSI DI AGNESE DEL GAMBA

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AMOR C’HA NULLO AMATO AMAR PERDONA – selezionata per RIDEFINIRE IL GIOIELLO VI edizione a cura di Sonia Patrizia Catena. Inaugurazione 22 marzo 2017 – Spazio Seicento Milano

La collana è la rappresentazione plastica dell’immagine che mi sono fatta la prima volta che ho letto l’Inferno dante a sedici anni, e che poi è spesso riaffiorata alla mente.

Come candide colombe Paolo e Francesca da Rimini volteggiano in un turbine perenne; come in vita sono stati scossi e mossi da passione,  così nella morte le loro anime non hanno pace.

Fatti loro stessi di una consistenza che non è materica sono essi stessi il turbine che li avvolge.

Puniti per lussuria nella visione medievale, rappresentano ai miei occhi, come in parte a quelli di un compassionevole Dante, due persone che al di là di un legame formalmente e correttamente accettabile, rappresentano il vero amore, quello schietto e puro, che supera le formalità e i dogmi.

La collana è un’immagine, composta di pochi, definiti ed emblematici elementi: i due amanti, il turbine della colpa/passione/punizione, la catena, come quelle del peccato che li ha portati nell’inferno, e infine le fedi, a chiusura della collana, come simbolo che sancisce e definisce il loro amore eterno.

…Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,

prese costui de la bella persona

che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Amor condusse noi ad una morte…

Dal Canto V Inferno della Divina Commedia dantesca

MI MANCHI – selezione per UN GIOIELLO PER LA VITA – 8 marzo 2017 – Inaugurazione mostra PALAZZO GHIZZONI – Piacenza

L’assenza c’è, un vuoto intangibile, trasparente eppure tanto pesante quanto doloroso.

Sei stata portata via, strappata agli affetti, in un attimo, non più la tua bella voce, la tua risata, la ricerca del bello e della bellezza.

(   )

Ma non tutto scompare. Da tanto è germogliata la vita: ricca, vibrante, rigogliosa in divenire.

Ritrovo la tua voce, il tuo canto, la tua indole e scelgo la consapevolezza e l’attenzione.

Collana fucsia CANDY selezionato per Design Contest Fuchsia Inspirations per Jewelry Virtual Fair in mostra presso il Palakiss di Vicenza in occasione della Manifestazione Winter 2017

La collana vuole rappresentare in modo scherzoso tutte le gradazioni del rosa e fucsia.

Lo zucchero filato è realizzato in plastica lavorata così come i fiori e gli elementi mobili dell’altra sezione della collana. A questi sono stati aggiunti tutti elementi non preziosi e di recupero per ricreare e dare l’idea di dolci, caramelle e marshmallow.

I due elementi decorativi sono riuniti da una corda di tappezzeria irrigidita da un’anima in rame.

Bracciale SINTESI  selezionato per JEWELEVENT in mostra presso Palazzo Bovara, C.so Venezia 51, Milano il 4 e il 5 febbraio 2017

Bouquet-bracciale fatto di erbe aromatiche e fiori, piccoli e delicati, carnosi e rigogliosi, fili e foglie in movimento: un gioiello ricordo che la sposa porterà con se anche dopo l’arrivo del mazzo nunziale e la conclusione della cerimonia.

Una SINTESI di lavorazioni minuziosamente create in vari tipi di plastiche, alcune rigide e luminose come il cristallo, altre più carnose come porcellana, altre leggere e in movimento come piume. La base in rete di rame, volutamente essenziale, lascia trasparire il carnato in modo che la scultura sia tutt’uno con il polso.

 

A bouquet-like bangle made of moving blades, leaves and flowers, some tiny and delicate, some fleshy and luxuriant: a souvenir bijoux that the bride will keep for herself even after the end of the ceremony, forever hers.

Different kinds of plastics for different processing techniques, some as resistant and transparent as crystal, some as milky and thick as porcelain, some others as light and floating as feathers. All are mounted on a minimalist copper frame allowing a glimpse of the skin, so that the wrist and the bijoux become as one.

LOTO per  RIDEFINIRE IL GIOIELLO 2014-  a cura di Sonia Patrizia Catena per Associazioni Circuiti Dinamici Milano.

API per RIDEFINIRE IL GIOIELLO 2015- a cura di Sonia Patrizia Catena per Associazioni Circuiti Dinamici Milano, ottobre 2015.

OSSIGENA e CERERE per  RIDEFINIRE COSE  2015- a cura di Sonia Patrizia Catena per Associazioni Circuiti Dinamici Milano.

FRIDADDOSSO per RIARTECO 2016.

Fridaddosso è una memoria di viaggio,

il ricordo di visite a mostre d’arte,

é l’elaborazione emotiva del femminino,

oltre che un omaggio all’immensa figura di Frida Kahlo.

 È un tripudio di fiori come quelli di cui amava adornarsi i capelli, un arcobaleno di colori, sgargianti, accesi, puri, senza mezzi toni come nell’artigianato messicano.

È una costruzione emotiva di un percorso di vita, che ti è entrato dentro e rivestito. Sentire e vivere medesimi eventi e ritrovarseli come cuciti addosso, non su un abito qualunque ma su un colletto di antiquariato che ha avuto la sua storia: quindi stropicciato, logoro, opaco.

La collana ricopre lo sterno e il petto, si appoggia al corpo e fa sentire la sua materialità e il suo carico emotivo.

La corona incornicia il volto in modo forte energico con guizzi rossi carichi di pathos.

LE DUE FRIDA per  TRIBUTE TO FRIDA KAHLO 2016- a cura dell’Associazione Gioiellodentro di Vicenza, 9/11 aprile 2016.

La collana è realizzata in plastica lavorata, filo di ottone, cristalli, perline e pietre dure, fermate da un nastro.

Rappresenta il senso profondo della tela citata e ricrea la dualità che caratterizza le opere di Frida: tripudio di colori e forme vitali, unito al doloroso disfacimento e perdita.

La plastica è stata tagliata pezzo per pezzo, lavorata e poi assemblata e fili di ottone uniti e legati ad altri filamenti in plastica.

 

“The Two Fridas”

The necklace is made of transformed plastic, brass wire, crystals, beads and semi-precious stones, tied together by a ribbon.

It represents the deep meaning embedded in the quoted painting and re-creates the typical duality found in Frida’s works: a triumph of colours and vital shapes combined to painful decay and loss.”

The plastic was cut into single pieces, transformed and assembled and brass wire tied together to other strands of plastic.

ZAIRA per MONTEVERDI FESTIVAL CREMONA (collaterale)- a cura di Sonia Patrizia Catena per l’ Associazioni Circuiti Dinamici Milano, 20/28 maggio 2016.

ZAIRA rappresenta una mia tipica collana in cui la plastica e i diversi materiali sono trasformati e plasmati così da perdere la loro caratteristica e diventare altro, per ricreare una verosimiglianza con elementi reali e opulenza emotiva.

La collana riunisce in se elementi bianchi, floreali, perlacei e ramati a ricordo della gioielleria di inizio novecento.

Come le lunghe collane di cui amavano adornarsi le dame di Boldini, sinuosamente si avvolge al collo, sviluppandosi in una cascata in movimento.

A dispetto dei pochi elementi realmente preziosi che la costituiscono, Zaira vuole essere una collana estremamente ricca, elegante e caratterizzante.

Zaira è mia nonna ed è l’omaggio alle donne “di altri tempi” della mia famiglia.

LAURA per  RIDEFINIRE COSE 2016- a cura di Sonia Patrizia catena per Associazioni Circuiti Dinamici Milano.

Mostra Mercato dell’Artigianato di Firenze edizione 2016 nella sezione T-Riciclo.

CORNUCOPIA, istallazione realizzata per “Mercantia- i giorni dell’abbondanza” a Certaldo di Firenze, luglio 2016.

Se il tema dell’edizione di Mercantia 2016 è “i giorni dell’abbondanza” il simbolo per eccellenza dell’abbondanza è la cornucopia.

Immagine chiara e immediatamente riconducibile alla ricchezza, all’opulenza al tripudio di doni , la cornucopia vede sgorgare dalla sua bocca fin dalle origini fiori e frutti.

In questa mia cornucopia, scintillante di rosso vivo, l’abbondanza è la sintesi del mondo che ci circonda, della ricchezza della natura e del creato, del mare blu con le sue creature, con la fogliosa e fiorita terra e con il cielo irradiato dal sole.

I colori degradano dal rosso all’indaco come quelli della bandiera della pace, suggerendo che è in questo la vera ricchezza a cui possiamo aspirare, quella fatta di uguaglianza, parità e rispetto per tutte le persone e tutti gli esseri.

EVOLUZIONE artigianato artistico sostenibile 24 agosto 4 settembre 2016 chiostro Sant’Agostino Cortona (AR).

UN MARE DI PLASTICA” per “Reuse2: nutrition for planet” a cura dell’Associazione Pante-Mariano Comense 24 settembre 9 ottobre Cantù (CO).

Un mare di plastica è quello che ci circonda fatto di contenitori, oggetti, strumenti, giochi in plastica, ma è anche il mare e gli oceani ormai invasi da questo terribile inquinate.

Questa collana/scultura vuole essere un manifesto da indossare, che renda evidente il concetto detto, senza ricorso di parole.

Nella rete di plastica, come quelle che troviamo arenate sulla battigia onde, schizzi e schiuma di plastica.